Iter, la parola latina per “viaggio, percorso”, si riferisce generalmente alla serie di passaggi e procedure che devono essere seguiti per completare un compito. Pertanto, ha anche un significato simbolico per tutti i partecipanti (sia gli studenti sia il team di progetto) che intraprenderanno questo percorso per mettere in atto misure di ammissione e supporto inclusive e rafforzare la cooperazione con le autorità cantonali, al fine di raggiungere pratiche stabili che saranno integrate nella vita universitaria e continueranno anche oltre la conclusione del progetto.
Il progetto ITERSS (Inclusive Tertiary Education for Refugees in Southern Switzerland – educazione terziaria inclusiva per persone rifugiate nella Svizzera italiana) prevede la collaborazione tra l’Università della Svizzera italiana (USI), la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) e Franklin University Switzerland (FUS) come partner esterno per rafforzare l’offerta disponibile e per migliorare l’accesso all’educazione terziaria per le persone rifugiate residenti in Ticino (o in Svizzera).
Il progetto è sostenuto da swissuniversities nell’ambito della seconda call del programma Equità – Promuovere l’uguaglianza, la diversità e l’inclusione a tutti i livelli delle alte scuole. per il periodo 2025-2028.
Obiettivi del progetto
Il progetto ha l’obiettivo concreto di creare un quadro operativo strutturato e condiviso tra USI e SUPSI per assicurare una migliore informazione e un accesso equo alle scuole universitarie per le persone con un background di rifugiato/a, prendendo in considerazione le loro aspirazioni e il loro potenziale così come gli ostacoli strutturali che affrontano.
USI e SUPSI, con il supporto dei servizi interni, di swissuniversities e delle istituzioni competenti, intendono combinare risorse, esperienze e buone pratiche per costruire un’offerta più inclusiva e coordinata.
Misure previste
Il progetto prevede il potenziamento delle misure già in atto (supporto nel processo di candidatura e percorsi di accesso per prepararsi all’ammissione regolare), nonché l’implementazione di misure completamente nuove:
• corsi di italiano di livello avanzato,
• learning coach (servizio di sostegno allo studio),
• coordinamento strutturato con le autorità cantonali,
• attivazione di corsi di competenze digitali peer-to-peer,
• studio di fattibilità dedicato allo sviluppo o al rafforzamento della formazione continua per rifugiati qualificati residenti nella Svizzera italiana,
• momenti di sensibilizzazione per il personale accademico e amministrativo sui temi dell’inclusività.
• coinvolgimento attivo dei candidati nei programmi preparatori nelle attività regolarmente offerte agli studenti a tempo pieno, per favorire l’inclusione nella comunità accademica.
I lavori si svolgeranno da giugno 2026 a dicembre 2028.
